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La Prova del Lavoro: Costanza.

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Parliamo (anche noi) di Elon Musk. Come se in questi giorni non se ne sentisse abbastanza parlare.

È forse uno degli uomini più chiacchierati di questi ultimi anni: fondamentalmente una rockstar. Anche se spero di non vederlo mai vestito come Damiano dei Maneskin.

Visto le ultime decisioni che l’imprenditore sudafricano sta prendendo, ci sarebbe davvero tanto di cui parlare.

Ma tralasciando il discorso Twitter, di cui sarà interessante vedere gli esiti, è sempre stato un personaggio originale, con una storia singolare, che ha delle idee geniali, ma che ultimamente dice e fa cose discutibili.

In particolare, sin dall’inizio della bullrun crypto, Musk si è sempre proposto un po’ come padrino, come portabandiera, della blockchain.

Prometto che in questo articolo non troverai un discorso da investitore boomer sulle cripto. Piuttosto una mia riflessione sulla tendenza, molto umana, alla ricerca della via più breve, più semplice, della scorciatoia a discapito del saper riconoscere e perseguire il valore reale.

Tornando ad Elon Musk ricordo con molta simpatia, all’inizio di quest’anno, la campagna che permetteva il pagamento in dogecoin di alcuni prodotti tesla. (Sono andata a controllare, sono ancora accettati.)

Doge è una memecoin, ovvero un token digitale nato per scherzo, inizialmente senza un progetto di alcun tipo.

Nonostante questo, nell’arco di 5 mesi dall’inizio della bullrun crypto, DOGE ha fatto la bellezza del 42090%.

Numeri folli: dal valore millesimi di centesimo fino a sfiorare gli 0.80$. Quotazione che poi, come puoi vedere dal grafico, è stata riassorbito velocemente.

Movimenti come questi, sono stati caratterizzanti anche di altre criptovalute, magari di minor portata, ma sempre realizzando dei numeri che a noi potrebbero sembrare da capogiro.

È anche grazie tali a meccanismi che in questi due anni si sentiva quasi periodicamente parlare del giovanissimo milionario che aveva fatto fortuna con le crypto o magari ti ritrovavi a cene e feste dove il conoscente che seguendo il tal guru, senza alcuna preparazione e senza mai aver investito in altro, aveva fatto un 10x sul capitale.

Dopo tanti anni che risparmi e investi diligentemente, per quanto irrazionale, ti rode un po’ vederti superare, almeno sulla carta, dall’ultimo arrivato. Pensi di non essere stato abbastanza bravo, abbastanza sul pezzo. Magari sotto sotto persino ti penti di esser rimasto sui tuoi passi e non aver seguito il trend del momento.

Quando vediamo persone che fanno un sacco di soldi che di solito non fanno un sacco di soldi, anche se razionalmente sappiamo che c’è qualcosa che non va, siamo tentati. Inconsciamente forse vorremmo che funzionasse, che esistesse una via più facile, semplice, veloce per raggiungere i nostri obbiettivi.

Entropia della ricchezza.

Esiste una legge fisica naturale per la quale ogni cosa nell’universo tende alla massima entropia. L’entropia è il grado di equilibrio di un sistema o in altre parole meno cervellotiche: tutto tende all’equilibrio.

Quindi fortunatamente, o meglio sfortunatamente per tanti, l’equilibrio si ristabilisce sempre anche nei mercati finanziari. Quando ci sono delle anomalie, il sistema torna poi verso il suo equilibrio di lungo periodo.

Quando scoppiano le bolle, si dice che “il mercato sale con le scale e scende con l’ascensore”.

La situazione delle cripto al momento la conosciamo tutti e possiamo riassumerla citando scherzosamente un film: “Profondo rosso”.

Ma non è su questo che voglio infierire. Anche perché avendo investito in prima persona, mi tirerei la zappa sui piedi.

Piuttosto il mondo cripto sembrava il mondo dalle nuove mille opportunità. Da molti visti come la promessa di far soldi con poca fatica, seguire poche dritte e ottenere profitti pazzeschi. Ha dato il via ad una spasmodica ricerca, più o meno conscia, della strada più facile, della scorciatoia, imbellettandola con seducenti promesse di tecnologie all’avanguardia.

Tuttavia, come abbiamo visto, le crypto non sono state il cavallo fortunato, se non per pochi. Quindi ti voglio dare delle altre via per diventare ricco senza lavorare.

Le metodologie che mi vengono in mente sono essenzialmente 3:

  1. Vincere alla lotteria o simili
  2. Diventare eredi di una fortuna, meglio se senza fratelli con cui dividere
  3. Sposarsi con un partner molto ricco
 

A discapito del mio tono, che ti potrà sembrare ironico e irriverente, questi tre sopracitati sono davvero gli unici modi reali per diventare ricchi senza lavorare con impegno. Se ci pensi non sono nemmeno così infattibili.

 

Tuttavia, oltre ad avere molte criticità, c’è un problema di fondo che li accomuna: nessuno di questi modi sono dipendenti interamente dalla tua singola volontà, ma sono estremamente legati a delle variabili randomiche. Vuoi davvero affidare la tua situazione finanziaria alla fortuna?

Se desideri diventare ricco e con quella ricchezza realizzare i tuoi obiettivi, allora è importante che tu prenda in mano il controllo della tua vita finanziaria.

Tornando al discorso cripto, andare alla ricerca dei cosiddetti pump, ovvero le esplosioni verticali di prezzo tipici delle coin a bassa capitalizzazione è esattamente come vincere alla lotteria, ma più adrenalinico, come in un videogame.

 

È ciò che farebbe un opportunity seeker, in gergo coloro che sono sempre alla ricerca dell’ultima tendenza per poterla sfruttare. Non che ci sia nulla di male in tutto ciò, ma saper prendere dei rischi di tipo più speculativo è una professione vera e propria ed è sicuramente una figura ben lontana da quella di un investitore.

C’è poi un secondo problema, più nascosto: una volta acquisita (e non accumulata) la ricchezza sei sicuro di riuscire a mantenerla?

In tutti e tre i casi passeresti dalla tua situazione attuale a essere “x” volte più ricco tutto d’un colpo e non grazie ad un processo di accumulo avvenuto nel tempo. Una ricerca sul Mental accounting del premio Nobel per l’economia Richard Thaler dimostra che la propensione al rischio cambia completamente in funzione della fonte da cui proviene il denaro.

Ovvero la nostra mente distingue tra i soldi guadagnati col “sudore della fronte” e i guadagni piovuti dal cielo. I primi sono da spendere in modo oculato. I guadagni facili, invece, possono essere usati per investimenti folli, acquisti pazzi e spese illogiche.

Questo è uno dei motivi per cui, come confermato dallo studio di Jordan J. Ballor, chi vince alla lotteria perde tutto entro due anni.

Ma neanche gli eredi delle grandi famiglie se la passano meglio: uno studio della società William Group ha rivelato che il 70% dei patrimoni familiari si è esaurito entro la seconda generazione e il 90% entro la terza.

 

Potremmo dire che quindi la ricchezza non è tanto un obiettivo, quanto un processo, un percorso che ci porta a crescere come persone e che questa crescita sia imprescindibile, senza la quale non potremmo mai pensare di raggiungere alcun tipo di obiettivo finanziario.

Dunque, non possono esistere scorciatoie: non esistono scorciatoie.

Se cerchi delle scorciatoie o degli espedienti per diventare ricco velocemente o senza troppi sforzi, quasi sicuramente fallirai.

Ma ti do anche una buona notizia: paradossalmente I segreti per diventare una persona ricca non sono segreti.

Sono cose che tutti sanno, ma che (quasi) nessuno è disposto ad applicare.

Tempo.

Come cantavano agli inizi del nuovo millennio i Morcheeba “Rome Wasn’t Built in a Day” ovvero Roma non è stata costruita in un giorno.

Il che significa che le grandi cose richiedono tempo. Questo come in tutto. Specialmente nel mondo finanziario.

Smettiamola di cercare le strade facili, di essere degli opportunity seeker. Le soluzioni nuove che ci appaiono estremamente furbe, più semplici e più rapide sono il biglietto in prima classe per il fallimento. Le opportunità esistono per tutti, ma quelle vere si guadagnano, con il lavoro, e si colgono con la preparazione.

Lavoro.

Ti linko la lista delle dieci persone più ricche secondo Forbes sono tutti imprenditori. Consultando ad una ad una la loro carriera possiamo notare come siano diventati miliardari, lavorando duramente.

Quindi come pensi di diventare ricco con poco sforzo?

Questo non significa che bisogna necessariamente diventare imprenditori ma, come dimostra la storia di Ronald Read, bidello americano che quando morì lasciò un’eredità di 8mln di dollari, bisogna semplicemente avere un piano ben strutturato nel lavorare, risparmiare e investire.

 

Valore.

La ricchezza è generata dai soggetti che immettono valore nel mercato, come le aziende e i soggetti che forniscono beni e servizi.

Vai alla fonte che produce valore se vuoi essere sicuro di mettere i tuoi soldi in cose che abbiano un valore reale.

Più scegli strumenti distanti dalla fonte, ovvero meno legati a qualcosa che produce valore, più saranno speculativi, difficili da analizzare e valutare.

In ambiti dove si sale e si scende, periodicamente e senza sicurezze, come nei mercati, se seguire i trend può portarti dei risultati esplosivi nel breve termine, nel lungo termine sarà una scelta molto più vincente concentrarsi su ciò che ha sempre valore. Esiste il value investing non il fortune investing.

Per concludere credo che guadagnare senza far niente, o almeno con un minimo sforzo è già di per sé una contraddizione. Per definizione i risultati non arrivano senza sforzo.

Sono in vena di parallelismi matematici.

La formula del Lavoro.

L = F * s

È una legge fisica: per spostare un corpo da un punto A ad un punto B abbiamo bisogno di un L che è dato dalla formula L=F*s dove F è la forza e s è lo spostamento.

Figurativamente possiamo vedere il punto A come il nostro punto di partenza, la nostra situazione iniziale, e il punto B come il nostro punto d’arrivo, la nostra situazione ideale e desiderata.

Parlando in termini finanziari A è sempre la nostra situazione iniziale e B sono i nostri obbiettivi finanziari.

Lo spostamento è il percorso che dobbiamo compiere per arrivarci ed è composto dal nostro reddito, i risparmi e gli investimenti. Percorso che per essere il più efficace possibile dev’essere pianificato con intento e ottimizzato.

La forza è la nostra persona: le nostre caratteristiche, le nostre conoscenze, tutti i fattori personali su cui abbiamo controllo.

Dal momento che abbiamo degli obbiettivi abbiamo il dovere di massimizzare questi aspetti su cui abbiamo il controllo per non lasciare nulla della nostra vita finanziaria al caso o alla fortuna.

La fortuna non esiste negli investimenti, esiste il aver capito e anticipato un trend, esiste l’aver visto una promessa in un business model innovativo e così via, ma questo si può fare e capire, solo grazie ad una grande preparazione.

Preparazione che non nasce dal genio, ma richiede tempo e studio.

Si dice spesso che chi ha fatto fortuna si è trovato nel momento giusto al luogo giusto.

In realtà esistono pochi casi in cui questo evento sia stata fortuna, nella stragrande maggioranza dei casi chi si è trovato nel momento giusto nel luogo giusto è perché ha fatto in modo di trovarsi lì, grazie alle sue conoscenze e capacità.

Focalizziamoci quindi sulle cose di valore, sulle cose importanti, sempre valide nella finanza e non sui trend del momento, per essere pronti per cogliere le vere occasioni nel nostro percorso.

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