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Lazy Portfolio.

Lazy Portfolio

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Come investire con una minima volatilità e meno incertezza?

In realtà non c’è una risposta univoca e precisa a questa domanda, né una verità assoluta, anzi!

Sì, certamente ci sono asset che hanno queste caratteristiche, ovvero meno volatilità e incertezza, ma questo più in teoria che in pratica. La risposta a questa domanda, infatti, non sta tanto negli asset class che scegliamo, ma piuttosto nella strategia che utilizziamo.

I Lazy Portfolio

A tal proposito, oggi parliamo di lazy portfolio.

Argomento che interessa a tanti, soprattutto in un momento come questo: con tanta volatilità.

Alcuni dei lazy portfolio più famosi, come l’All Weather di Ray Dalio e il Golden Butterfly di Harry Browne, li avrai sicuramente già sentiti nominare. In questo articolo andremo a spiegare cosa sono, i loro pregi, ma anche i difetti.

Senza scadere troppo nel tecnico, dato che seguiranno poi degli articoli in cui analizzeremo assieme in modo approfondito la composizione dei portafogli pigri più noti, andiamo a capire insieme se questo tipo di investimento può fare al caso tuo.

Il Pensiero e l'Approccio

Il mondo degli investimenti prevede degli approcci molto diversi tra di loro, ma che possiamo suddividere in due grandi categorie: un approccio all’investimento attivo, ad esempio attraverso lo stock picking, e un approccio più passivo.

I lazy portfolio riguardano questa seconda categoria di investitori. Infatti, l’idea alla base è quella di creare un portafoglio di strumenti ben diversificati in grado di muoversi in situazioni di mercato molto diverse tra loro, anche totalmente opposte, dando sì dei buoni rendimenti ma concentrandosi soprattutto sul ridurre il rischio e la volatilità. Tutto questo combinato a un minimo sforzo di gestione.

Ma come si crea un lazy portfolio?

Per capire come si crea un lazy portfolio dobbiamo capire meglio il pensiero che sta alla base di questo: ovvero un approccio di tipo macroeconomico.

Mi spiego meglio: all’interno di un ciclo economico si osserva un’alternanza di fasi, caratterizzate da aspettative sulla crescita o decrescita economica e sull’inflazione o deflazione, che determinano i prezzi degli asset finanziari. Sono proprio le aspettative a guidare i mercati finanziari e in base a queste, in ogni fase ci saranno alcune asset class migliori di altre.

A differenza però dei portafogli a stampo macro più classici, dove si cerca di capire e azzeccare la fase economica corrente e il punto preciso in cui ci si trova per indirizzare le proprie scelte verso strumenti che in quella determinata fase potrebbero offrire maggiori performance, i lazy portfolio rinunciano a cercare di individuare la fase specifica e puntano invece ad ottenere buone performance in tutte le fasi del ciclo, puntando idealmente a rendimenti più bassi, ma mantenendo minimi volatilità e rischio.

Infatti, non è semplice, nemmeno per i migliori economisti, riuscire a stabilire con precisione in che fase di mercato siamo e anche assumendo di riuscire a capire correttamente quale sia la fase economica corrente, risulta ancora più complicato stabilire con precisione in che momento di questa fase ci troviamo, ovvero risulta quasi impossibile determinare se si è all’inizio, alla fine o nel mezzo di una fase macroeconomica.

Questo viene risolto dai lazy portfolio che eliminano per loro natura costitutiva questo problema di analisi macroeconomica.

Come si struttura?

Riassumendo i lazy portfolio individuano i quattro fattori principali che influenzano le fasi di un’economia: crescita economica, decrescita economica, inflazione e deflazione e definiscono per ogni singola fase quali sono gli asset che hanno performato meglio.

Di seguito ti lascio una schematizzazione esempio del comportamento di crescita delle principali asset class nelle diverse fasi:

  Crescita economica Inflazione
Aumenta Azioni, Obbligazioni aziendali/emergenti, Materie Prime/Oro Materie Prime/Oro, Obbligazioni legate all’inflazione
Diminuisce Titoli di stato, Obbligazioni legate all’inflazione Titoli di stato, Azioni

(es. di lettura della tabella: in caso di crescita economica superiore all’attesa: azioni, obbligazioni aziendali e/o emergenti e materie prime tendono a salire)

Gli strumenti sopracitati sono solo una parte, solitamente si identificano diversi strumenti come opzioni, azioni, obbligazioni, commodities, REITS, Titoli di Stato, oro e asset class alternativi di vario tipo indici e ETF. La composizione non è necessariamente standard, ma il concetto base rimane sempre quello: tenendo conto delle preferenze ed esigenze personali, identificare strumenti adatti per ogni singola fase di mercato.

Una volta deciso gli asset e il peso che vogliamo attribuirgli nel bilancio complessivo del portafoglio avremo così il nostro lazy portfolio. A questo punto sarà tutto di semplicissima gestione: andremo ad accumulare e a ribilanciare secondo le tempistiche previste dalla nostra strategia.

Una volta visto cosa sono i portafogli pigri, viene spontaneo chiedersi se valga la pena o meno costruirne uno.

Vantaggi

Ci sono principalmente quattro vantaggi che un lazy portfolio più offrire:

  • La diversificazione

Poiché siamo liberi di scegliere con coscienza gli asset che vogliamo, i lazy portfolio consentono di diversificare su tutti gli strumenti che più riteniamo adatti e solitamente si cerca di ridurre la volatilità includendo diverse asset class.

  • La decorrelazione

I lazy portfolio sono per loro natura costitutiva composti da strumenti decorrelati tra loro. Infatti, come abbiamo già detto, l’idea di questi portafogli è di bilanciare i nostri investimenti su asset che hanno ottime performance in fasi alterne. In altre parole, se il portafoglio è costruito correttamente, quando un asset sale uno rimane fermo o con delle perdite ridotte dalla limitata volatilità, ma quando poi cambia la fase di mercato i ruoli si invertono.

  • Le performance

Grazie alla diversificazione e alla decorrelazione di questi portafogli storicamente si sono ottenute buone performance anche quando i mercati sono scesi.

  • La gestione

Sono portafogli molto semplici da gestire, sia materialmente, perché richiedono solo di essere ribilanciati, sia emotivamente, in quanto hanno spesso una volatilità inferiore alle singole asset class.

VS

Svantaggi

Ma se da un lato abbiamo parlato dei vantaggi di questi portafogli, non possiamo ignorare gli svantaggi che questi comportano.

  • L’altra faccia della medaglia delle performance e i rendimenti.

È insito che nel momento in cui inseriamo asset class non performanti in quella specifica fase di mercato, ma che ci permettono di avere una copertura maggiore su tutte le casistiche, otterremmo rendimenti minori che utilizzando unicamente asset specifici per la fase di mercato corrente. Ma come abbiamo detto azzeccare la giusta fase di mercato non è assolutamente banale. Quindi, sono del personale parere che dei rendimenti più contenuti ma con un rischio totalmente ridotto e di facile gestione emotiva permetta una crescita del nostro capitale molto più sostenibile, ma questo è un punto personale che varia da investitore a investitore.

  • L’immutabilità

Ogni portafoglio è possibile strutturarlo e modificarlo in base all’economia di mercato o alle nostre esigenze se prendiamo delle scelte consapevoli fatte con la testa, ma in genere i lazy portfolio non cambiano al mutare delle condizioni macroeconomiche perché non lo ritengono necessario. L’idea alla base, come ripetuto più volte, è che le condizioni macroeconomiche sono sì mutabili, ma imprevedibili, e con un’allocazione passiva possiamo essere in grado di assicurarci buoni rendimenti nelle varie condizioni economiche.

In conclusione, possiamo concludere che i portafogli pigri sono un ottimo investimento per un investitore passivo, perché garantiscono buoni rendimenti con pochi sforzi di gestione. Ma come ogni investimento vanno ponderati per trovare la migliore strategia che si adatta a noi. Ci sono vari approcci che un investitore può prendere e questi devono sempre essere sviluppati in relazione agli obbiettivi e alla personalità dell’investitore: ovvero non tutti gli investitori sono in grado di prendere gli stessi rischi e di accettare la stessa volatilità. Ma qualsiasi siano i propri rischi è importante conoscere bene le asset class, gli strumenti che andrete a mettere all’interno del portafoglio, ma soprattutto il motivo per cui si stanno inserendo, che non è banalmente solo legato alla crescita in termini di prezzo.

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